Tutto evolve, tutto cambia

Si parla spesso di tradizione, del suo mantenimento e della sua trasmissione. Spesso avverto che il ricorrere alla memoria o al come si faceva una volta racchiude molta nostalgia e, in realtà, poca voglia di apprendere, migliorare e mettere in discussione.

“Faccio questo perchè si fa così, perchè lo si è sempre fatto e continuo a farlo”.

Forse perchè è più facile ripercorrere semplicemente ciò che altri, prima di noi, hanno scelto. Ci fidiamo in sostanza di una grande illusione: che le nostre azioni e scelte siano sempre state le stesse e dovranno esserlo anche nel futuro.

Per fortuna la realtà mostra tutt’altro; tutto ciò che ci circonda, anche quello che sembra ormai consolidato e abituale, è in continua evoluzione.

Voglio partire da qui per raccontare un poco del percordo intrapreso da due giovani Bergamaschi, Giulia e Mirko, grandi appassionati di botanica e agricoltura che hanno fondato il progetto Tropico dei Colli.

Si possono coltivare frutti esotici in Italia, o addirittura, a Bergamo? 
Probabilmente la tua risposta è no: in Italia si coltivano mele, arance, albicocche, pesche.

E se in realtà tutti questi frutti fossero stati, un tempo, esotici? Se provenissero anche questi da altri continenti?

Il melo è originario del Tien Shan, regione montuosa dell’Asia Centrale ed è giunto in Europa nell’età del bronzo.

L’albero dell’arancio proviene dal Sud Est Asiatico, come quasi tutti gli agrumi. Ed albicocche, pesche, nettarine? Sono originarie della Cina.

Siamo abituati a considerare questi frutti tradizionali del nostro paese.  Ma un tempo,  migliaia di anni fa, erano anch’essi esotici e nuovi.”

Ecco che qualche anno fa, dopo migliaia di prove e test, hanno iniziato a coltivare alcune specie esotiche sconosciute ai più in un piccolo appezzamento sui colli di Bergamo. Asimina, Feijoa, Kiwi arguta, Mirtillo Siberiano e la più conosciuta Noce pecan, sono queste le specie scelte alla base della loro produzione. Ma la loro attività non si ferma alla coltivazione e vendita dei loro frutti, ricercati già da molti locali di rilievo tra ristoranti, pasticcerie e gelaterie, la proposta di Giulia e Mirko è molto di più.

L’obiettivo è quello di diffondere la coltivazione di queste specie facendo squadra con altri agricoltori con appezzamenti liberi da mettere a frutto. Giulia e Mirko apporteranno tutta la loro esperienza per la migliore riuscita di impianto e coltivazione e ritireranno poi l’intera produzione.

“Coltiviamo la nostra frutta con passione e senza trattamenti – raccontano Giulia e Mirko – un efficace mix di piante resistenti, prevenzione e gestione attenta del frutteto ci permette di ottenere frutti di qualità, sani, e sicuri.

Immaginate un frutteto in cui i filari regolari delle piante coltivate si alternano a strisce di prato spontaneo, 
che con i suoi fiori attira un universo di insetti impollinatori ed utili, circondato di siepi campestri con più di 100 specie, rifugio per gli uccelli e per la fauna selvatica; che abbellisce il panorama  e si integra armoniosamente nel paesaggio agricolo delle nostre colline e pianure”.

E questo è solo l’inizio. Sono già parecchi gli agricoltori che hanno aderito al progetto, impegnandosi concretamente.

Noi siamo andati a trovarli durante gli impianti di questa primavera, sono aperte le adesioni alla campagna di impianto dell’autunno 2018!

Al momento la frutta è disponibile in edizione limitata, la vuoi assaggiare? CLICCA QUI

Sei un agricoltore interessato? CLICCA QUI e CHIEDI INFORMAZIONI

Tropico dei colli

www.tropicodeicolli.it

Seguili su Facebook

Testo: Lara Abrati

Foto: Matteo Zanardi

Comments are closed

STYLE SWITCHER

Accent Color

Side Bars

Header Style

Footer Style

Footer Content