Uno scrigno di sapori: Val Seriana di gusto, un itinerario goloso

Un goloso itinerario che attraversa una delle principali valli bergamasche: la Val Seriana.
Un luogo dove piccoli e grandi produttori, ristoratori, artigiani, enti e istituzioni, in modo sinergico danno vita a un territorio ricco di proposte e grandi sorprese.

E’ una delle principali valli bergamasche e, lungo il suo corso, sono diverse e molteplici le attività industriali che si sono sviluppate nel corso dei decenni scorsi. In prevalenza erano attività legate al settore tessile, di cui si può ancora vedere testimonianza attiva percorrendo il fondovalle, a ridosso del fiume Serio.

La valle Seriana è facilmente raggiungibile dalla città di Bergamo sia con mezzi pubblici che con mezzi proprio, che sia l’auto, la moto o la bicicletta. Esiste infatti un percorso ciclabile che si estende per tutta la lunghezza della valle, raggiungendo anche la parte alta della stessa, fino a Bondione.

Qui coesistono diverse attività legate anche all’ospitalità, alla ristorazione e alla produzione agricola, creando così un sistema in cui uomo, natura e artigianalità si sono ben integrate. Produzioni di nicchia e progetti che han stimolato la riscoperta di veri gioielli gastronomici, come il Mais Spinato di Gandino, dimostrano la caparbietà e la ferma convinzione che in valle Seriana esistono le risorse adeguate per la sua valorizzazione gastronomica. Produzioni che spaziano dalle tradizionali formaggelle Valseriana, unite agli altri prodotti caseari e all’allevamento animale bovino, suino e caprino, che porta alla produzione anche di vari salumi e insaccati. Si passa poi alla produzione di miele di montagna, per cui necessariamente viene praticato anche il nomadismo, fino alla coltivazione del mais nei dintorni di Gandino. E ancora, l’arte pasticcera a disposizione della tradizione rurale, ma anche la produzione della pasta fresca ripiena, con la riscoperta con dei Bertù, nati nella frazione San Lorenzo di Rovetta. C’è anche chi ha scommesso nella produzione della birra artigianale, con orzo coltivato in loco, chi coltiva la vigna alle pendici del monte Misma e la micro-produzione del Moscato di Scanzo DOCG, la più piccola zona Denominazione di Origine Controllata e Garantita d’Italia. Da non dimenticare l’angusta, ma bellissima, Val di Scalve, con i suoi pascoli e la produzione di formaggi rigorosamente a partire da latte crudo.

DI seguito un goloso itinerario che percorre la valle da sud a nord, incontrando le persone che quotidianamente danno vita all’interessante patrimonio enogastronomico della valle Seriana, animandola, vivendola, conservandola e promuovendola. Da Villa di Serio, lungo tutta la valle, toccando la Val Gandino, per poi proseguire in Alta valle e in Val di Scalve, oltrepassando il passo della Presolana. Un intreccio di storie, passioni e sapori.

TAPPA 1 – Il Bescot de Ela: l’arte pasticcera a disposizione della tradizione


Questo biscotto era tanto evocato dagli anziani del paese e ha subito trovato l’interesse di Ivan Feliciani, titolare dell’omonima pasticceria nel centro storico di Villa di Serio. Dopo momenti di ascolto, prove e sperimentazioni, ecco la nascita del Bescot de Ela: si presenta di forma tonda, dal diametro di pochi centimetri (molto simile ai macarons francesi), dal colore giallo scarico e ricoperto da uno strato di zucchero, per regalare gioia al palato, al cuore e agli occhi. Per uno spuntino di metà mattina o la merenda, questo è il biscotto perfetto.


TAPPA 2 – Il Sass de la Luna e la viticoltura bergamasca di qualità


La fascia collinare che caratterizza la provincia di Bergamo è da sempre vocata alla viticoltura di qualità, in particolare, alle pendici del Monte Misma, si trova un affioramento roccioso di origine calcareo-marnosa molto particolare: il Sass de La Luna. Proprio qui nascono le uve dell’Azienda Cavalli – Faletti di Villa di Serio per la produzione di vini bianchi e rossi con la certificazione Valcalepio DOC e Terre del Colleoni DOC. Vista la vicinanza con Scanzorosciate, l’azienda dispone di una piccola produzione di Moscato di Scanzo DOCG.


TAPPA 3 – A Gandino, un prodotto povero diventa una vera risorsa


Nel centro del paese di Gandino è nata La Spinata, per volere di Emanuele Caleca. Un luogo dove poter assaggiare e reperire numerosi prodotti nati dalla trasformazione del Mais Spinato di Gandino. Dal Frollino Centralino, un biscotto prodotto con l’utilizzo della farina di Mais Spinato coltivato da agricoltori locali, alle Chiacchiere salate, il prodotto perfetto da gustare con i salumi per un gustoso antipasto o aperitivo. Infine, La Scarlatta, la birra nata dalla passione di Roberto, figlio di Emanuel, disponibile in due versioni: rossa e bionda. Da assaggiare in loco il gelato Melgotto e la Spinata.


TAPPA 4 – Le gallette di mais e la farina per polenta, una storia di passione


Gallette di mais e farina per polenta, questi altri prodotti reperibili a Gandino, prodotti e coltivati in loco. Clemente Savoldelli ha sempre avuto una grande passione: quella per la coltivazione. L’ha messa a frutto coltivando il Mais Spinato di Gandino e altre varietà cerealicole autoctone. Macina le sue produzioni in un molino in legno producendo diverse tipologie di farina: per prodotti da forno o per polenta. Dal chicco intero del mais invece produce le famose gallette, disponibili in diverse tipologie: con riso, con farro e le Spinette.


TAPPA 5 – Il miele di montagna, la produzione a Gandellino

Quella dell’azienda agricola Ronchello è una piccola produzione di miele con api allevate in loco, ma che per garantire una variabilità nella produzione, sono sottoposte alla pratica del nomadismo. Andrea Risi produce diverse tipologie di miele nel suo laboratorio artigianale: dal tarassaco al castagno, fino alla robinia, il tiglio e il millefiori primaverile. Da citare anche gli speciali Aromel 5 (un miele balsamico) Enermel (una vera fonte di energia) e, solo per i veri golosi, Nocciolmel (miele di castagno e pasta di nocciole piemontesi).


TAPPA 6 – Formaggi, salumi e birra: produzioni di montagna che scaldano il cuore





Praticare l’agricoltura in montagna non è cosa semplice, soprattutto se la scelta è quella di differenziare al massimo la produzione per poter rispondere alle più svariate richieste e esigenze. E’ stata però la scelta di Marco del Bono e del fratello, con l’azienda Prat di Bùs. L’azienda produce formaggi vaccini e caprini, gelato (anche con latte di capra), farine per la trasformazione in birra agricola e prodotti da forno, e ancora, salumi di maiale, capra e vacca. Tutti i prodotti sono venduti nel negozio di Ardesio.


TAPPA 7 – I Bertù di San Lorenzo e altre paste ripiene

I Bertù di San Lorenzo sono una pasta ripiena riscoperta dallo chef Matteo Teli. La sfoglia è preparata a partire da farina integrale sporcata con un poco di crusca. Si utilizzano le uova, ma in maniera molto limitata. Il ripieno invece ha come ingrediente principale il cotechino sgrassato unito poi al formaggio da grattugia, al pane grattato, al prezzemolo, ad un poco di cipolla tritata, sale e un pizzico di noce moscata. Sono prodotti, oltre ad altre paste ripiene (come i Tosèi) e prodotti da forno, nel laboratorio Tradizioni e Delizie di Onore.


TAPPA 8 – La Val di Scalve: tra pascoli e formaggi di “una volta”



Tra la valle Seriana e la Valle Camonica c’è una valle molto stretta creata dallo scorrere del torrente Dezzo: un’angusta fessura tra i monti un tempo famosa per la presenza delle miniere di ferro. Qui ha sede la Latteria Val di Scalve (a Vilmaggiore, frazione di Vilminore di Scalve), dove vengono prodotti dal casaro Lorenzo Bruschi formaggi a partire da latte crudo. Tra i più rinomati, la Formaggella Val Di Scalve, lo stracchino Gleno (un formaggio magro prodotto storicamente nei pascoli attorno l’omonima diga) e il Quadrel, tipico formaggio da piastra.

Testo di Lara Abrati
Foto di Matteo Zanardi

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